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June 20 Su youtube e facebook sta girando il video di una ragazza Iraniana che muore. Fino a qualche giorno fa sui maggiori siti di informazione era ben visibile il video di un ragazzo Rom che moriva in una metropolitana di Napoli, alcuni con titoli come ESCLUSIVA. Perché? Non è sufficientemente atroce saperlo? C’è la necessità di vederlo? Una vita che si spegne non fa notizia se non puoi farlo vedere quasi come se si fosse lì? Patetici animali che hanno bisogno di guardare una persona morire per provare qualcosa. Per avere un istante di vita nelle loro tristi esistenze. Il primo esempio che ricordi fu quando morì Quattrocchi. Lo si è chiamato eroe, lo si è chiamato servo del potere, è un ragazzo che è stato ucciso. Ucciso in diretta, ucciso da stupidi uomini che sapevano che bestie ancora peggiori di loro avrebbero scaricato quel filmato, ne avrebbero parlato nei loro blog, lo avrebbero condiviso con gli amici o con estranei. Ne avrebbero parlato, lo avrebbero usato come argomento pro o contro la causa, ci avrebbero riso sopra. Umiliandolo, strumentalizandolo, uccidendolo ogni volta di nuovo. Da tempo ho perso fiducia nel genere umano. Le persone singolarmente, anche se poche, possono essere intelligenti, oneste o misericordiose, ma la massa è un animale brutale e violento. Mi guardo attorno e mi sento trascinare verso il fondo. La stupidità, la beatitudine del menefreghismo, dell’intolleranza permessa dall’essere avvantaggiati. Mi disgustano e deprimono. Non lottiamo più per niente, quindi non abbiamo più niente. Siamo una civiltà che ha raggiunto l’apice, e ora è in declino. Abbiamo tutto e per questo siamo costretti a cercare nell’estremo, nell’atroce, un qualcosa che alle nostre vite manca. Gli immigrati, gli stranieri, gli altri mondi, secondo terzo o quarto che siano, sono le orde di Tartari che si infrangono alle porte dell’Impero d’Oriente. Siamo una civiltà morta, e forse è per questo che cerchiamo istanti che ci ricordino la vita. --------------------------------------------
Da Boddah, Vi parlo dal punto di vista di un sempliciotto un po' vissuto che preferirebbe essere uno snervante bimbo lamentoso. Questa lettera dovrebbe essere abbastanza semplice da capire. Tutti gli avvenimenti della scuola base del punk-rock che mi sono stati dati nel corso degli anni, dai miei esordi, intendo dire, l'etica dell'indipendenza e di abbracciare la vostra comunità si sono rivelati esatti. Io non provo più emozioni nell'ascoltare musica e nemmeno nel crearla nel leggere e nello scrivere da troppi anni ormai. Questo mi fa sentire terribilmente colpevole. Per esempio quando siamo nel backstage e le luci si spengono e sento il maniacale urlo della folla cominciare, non ha nessun effetto su di me, non è come era per Freddie Mercury, a lui la folla lo inebriava, ne ritraeva energia e io l'ho sempre invidiato per questo, ma per me non è così. Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. Semplicemente non sarebbe giusto nei vostri confronti ne nei miei. Il peggior crimine che mi possa venire in mente e quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%. A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo. Ho apprezzato il fatto che io e gli altri abbiamo colpito e intrattenuto tutta questa gente. Ma devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più. Io sono troppo sensibile. Ho bisogno di essere un po' stordito per ritrovare l'entusiasmo che avevo da bambino. Durante gli ultimi tre nostri tour sono riuscito ad apprezzare molto di più le persone che conoscevo personalmente e i fans della nostra musica, ma ancora non riesco a superare la frustrazione, il senso di colpa e l'empatia che ho per tutti. C'è del buono in ognuno di noi e penso che io amo troppo la gente, così tanto che mi sento troppo fottutamente triste. Il piccolo triste, sensibile...! Perché non ti diverti e basta? Non lo so! Ho una moglie divina che trasuda ambizione e empatia e una figlia che mi ricorda troppo di quando ero come lei, pieno di amore e gioia, bacia tutte le persone che incontra perché tutti sono buoni e nessuno può farle del male. E questo mi terrorizza a tal punto che perdo le mie funzioni vitali. Non posso sopportare l'idea che Frances diventi una miserabile, autodistruttiva rocker come me. Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall'età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici. Penso sia solo perché io amo troppo e mi rammarico troppo per la gente. Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e il supporto che mi avete dato negli anni passati. Io sono troppo stravagante, lunatico, bambino! E non ho piu nessuna emozione, e ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente. Pace, Amore, Empatia. Kurt Cobain
May 18 Alla fine non esiste un solo futuro, ma tanti quanti sono i desideri degli esseri umani. May 09 In teoria dovrei studiare.  May 05 Portami l'ultima birra fammi compagnia lei è andata via spero che poi la vedrò a casa mia che tra due ore ripartono i tram fammi fumare tanto chi ti può multare a quest'ora mi sa che è a dormire e abbassa pure la saracinesca non credo che né io né te domani si andrà a messa curami un po' questa amarezza che ho
Perché ero io quello che non parlava il bambino così magro che il bullo picchiava il ragazzino che tutto voleva e quando non poteva rubava
Ci sono quelle sere che sono più dure dove serve bere via le paure e dentro ci si sente piccoli per sempre....
Ci sono quelle sere belle da morire dove puoi giocare invece di dormire quando ci si sente piccoli per sempre....
In due minuti sparisco fa finire il disco si è la musica che m'ha salvato ma a volte non capisco se chi mi dice ti amo sappia veramente chi sono o solamente come mi chiamo io che ho chiuso fuori il bene ho fatto entrare i guai bruciando i miei vent’anni e ciò che guadagnai viaggiando viaggiando senza arrivare mai
Perché ero io a dare fuori di matto quello che l'unico amico che c'aveva era il gatto quello che a un certo punto e' sparito e non lo avete visto più
Ci sono quelle sere che sono più dure dove serve bere via le paure e dentro ci si sente piccoli per sempre....
Piccoli come i banchi di scuola quando li si vede da grandi del libro cuore ora ricordi soltanto franti piccoli come i cortili adibiti ai giochi come quando la mami ed il papi ascoltavano drupi intanto stavamo imparando tante e tante poesie che hai dimenticato ma le canzoni dei cartoni è quello che hai salvato piccoli come big jim su una saltaffos ci facevamo piste solo polistil poi vinavil michael j fox e vai di gioco nelle patatine giù con l'album delle figurine piccoli prima di crescere assieme al prezzo del barile ogni tanto stanco manco stai lottando con rocky e rambo ma ne vale la pena anche quando
Ci sono quelle sere che sono più dure dove serve bere via le paure e dentro ci si sente piccoli per sempre....
Ci sono quelle sere belle da morire dove puoi giocare invece di dormire quando ci si sente piccoli per sempre.... ------------------------------------------------------ Vi capita mai di essere di questo umore?
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